Carmelo Sammartino

ADOLESCENTI TRA ARTE E DEVIANZA

 

Parlando di esperienza artistica adolescenziale, possiamo sicuramente affermare che essa produce un effetto catartico di riorientamento. C’è la possibilità che l’agire creativo liberi energie positive, sviluppi potenzialità inespresse, riconduca “forme di devianza sociale” a “forme di bellezza”ed a pensieri di relazione mai sperimentati.

Paradossalmente, l’arte può risolvere il conflitto tra norma, innovazione e libertà. È come se le intermittenze del cuore trovassero, magari nei colori di una tela, uno spazio di mediazione tra diverse possibilità. L’implicito effetto di un reato commesso ma anche l’inespresso poetico di cui sono portatori gli adolescenti, vengono risanati: trovano un sentiero percorribile di riscatto o l’approdo di una nuova consapevolezza di sé.

Sappiamo bene che gli adolescenti costruiscono la propria identità in una società complessa e che la loro è l’età dell’ossimoro, della frenesia a volte contenuta. Questi sentimenti e questa mutevole condizione interiore possono trovare nell’arte una generosa ospitalità. L’arte riconduce ad un territorio di feconda pedagogia perché permette ai ragazzi di essere al centro ma con dignità, autori sul palcoscenico nudo di una tela per comunicare la loro autobiografia. Per questo l’arte non è solo pura rappresentazione, ma anche viatico espressivo che accompagna i ragazzi verso un’esperienza di disvelamento e di crescita.

L’augurio è, perciò, che – nell’incontro con la devianza minorile- il contributo dell’arte come forma del fare (oltre che del vedere) implichi una preconizzazione del poi: convinto che da sempre questa meravigliosa dimensione creativa aiuti i ragazzi a prospettarsi verso ciò che vorrebbero essere.

 

                                                           

                                                            Carmelo Sammartino

Formatore ICF

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